novembre 2010


Grazie per la risposta  e perdoni l’insistenza:
conferma che non avverà alcuna macellazione A SCOPO RITUALE di un animale? O piuttosto che detta macellazione avverrà tra le pareti di un mattatoio, senza stordimento?
Dalla sua risposta, per altro molto dettagliata, non si evince.
Un annotazione: non esiste alcuna “esigenza primaria di adeguata conservazione della carne” nei paesi caldi, come lei sicuramente ben sa.
Sicura che vorrà spendere altre due parole sul caso, le invio le mie cordialità.

Gentile signora ,

se per rituale intende un’uccisione in pubblico mi sembra del tutto evidente che questo non avverrà; è in contrasto con la Legge e, se devo dirle con franchezza, un pò mi stupisce questa polemica perché da anni la comunità mussulmana celebra questa ricorrenza senza uccisioni rituali.

La norma consente questo tipo di macellazione che deve avvenire obbligatoriamente nei macelli  pubblici; mi permetto di dissentire dalla sua annotazione sulla conservazione della carne nei paesi caldi.

Cordialmente

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Danilo Restagno
Staff del Sindaco
Piazza Palazzo di Città 1
10122 Torino
tel. 0114423000
fax 0115625580
urc@comune.torino.it

Gentile interlocutore,

il sacrificio di Abramo viene narrato nella Bibbia, in particolare nella Genesi, e rappresenta un punto fondamentale per tutte le tre religioni monoteiste, le cosiddette religioni del libro e cioè il Cristianesimo, l’Ebraismo e l’Islam.

La venerazione di Abramo e di Isacco, figlio che doveva essere sacrificato, è molto radicata nel Cristianesimo, nell’Ebraismo e nell’Islam dove rappresenta un momento di preghiera solenne per la riaffermazione della loro fede religiosa.

L’Islam e l’Ebraismo hanno in comune molte regole di vita e una di queste riguarda la macellazione degli animali che deve avvenire senza preventivo stordimento e seguendo alcune regole perché possa esser considerata commestibile.

Occorre tener presente che questo tipo di macellazione è nata in paesi molto caldi dove vi era un’esigenza primaria di adeguata conservazione della carne.

La macellazione  nel nostro Paese è regolata dal Decreto Legislativo nr. 333 del 1° settembre 1998 che ha recepito la Direttiva Europea relativa alla protezione animali.

La macellazione senza il preventivo stordimento è stata autorizzata con un Decreto Ministeriale congiunto (Sanità e Interni) dell’ 11 giugno 1980.

Qualsiasi macellazione avvenga fuori dalle norme del Decreto è vietata e perseguibile e per questo che avviene nel Macello Pubblico e da questo la carne distribuita nelle macelleria “halal”.

Nel rispetto della norma vigente non avverrà in alcun modo nessuna uccisione di animali in pubblico.

Distinti saluti

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Danilo Restagno
Staff del Sindaco
Piazza Palazzo di Città 1
10122 Torino
tel. 0114423000
fax 0115625580
urc@comune.torino.it

Sono molto perplessa. Non capisco se si tratta di vera collaborazione tra specie o ben altro. Vorrei davvero vedere il film e conoscere la sua genesi meglio (al di là del fatto che l’autore umano è perseguitato allo stesso tempo dai difensori dei diritti degli animali e dagli Hare Krishna! Bel colpo).

Ed eccoci al capolavoro, Capucine, l’ultimo corto di Luis Nieto.
Devo dire la verità, appena ho visto che si trattava di un documentario sulle scimmie cappucine utilizzate per dare supporto ai tetraplegici, ho sbuffato. Ma mi è bastato aspettare pochi minuti per cambiare idea. Capucine comincia come documentario sulla storia di questa scimmietta-genio, Capucine, che sa mettere i cd nello stereo, cambiare il canale della tv, scattare fotografie, girare video. Una scimmia artista con la passione per la tecnologia, che se potesse avrebbe sicuramente un i-phone e un account su flickr o su vimeo, per farla breve. La cosa si fa interessante quando subentra questo famoso dottore-ricercatore giapponese cresciuto prima in mezzo alla natura a contatto con gli animali, poi in mezzo agli studi cinematografici di Tokyo, dove lavorava la madre. Con un background così cosa mai potrai fare da grande? Semplice: aprire una scuola di cinema per scimmie.
Il documentario si trasforma quindi in un divertente film su quest’isola-centro di ricerca (un po’ isola di Lost) dove le scimmie realizzano film, concentrandosi sulla storia di Capucine alle prese con il suo primo cortometraggio, Edipo. In poche parole, Capucine aveva a disposizione uno schermo touch screen, dal quale poteva selezionare le immagini tratte da film già esistenti e aggiungere immagini da lei stessa girate, montate poi in uno studio cinematografico coreano che ha aggiunto qualche effetto speciale.
Il risultato è sorprendente, un mix esilarante di elementi splatter, pop e horror che raccontano un complesso di Edipo moderno.
Abbiamo riso tanto in sala, senza farci troppe domande sull’autenticità dei fatti raccontati, ma Louis Nieto ci ha confidato che non è più sicuro di poter fare il regista dopo aver visto il corto di Capucine.