Da R2 di Repubblica, lunedì 16 gennaio 2012
Andrea Tarquini

Fratello maiale, dovremmo rispettarti. Sei un animale intelligente e sensibile quasi come noi umani. Non lo dice un idealista vegetariano, bensì un autorevole studioso austriaco, il professor Johannes Baumgartner. I maiali, ha spiegato a Welt am Sonntag, hanno grandi facoltà cognitive, quasi come nessun’altra specie. Provano sentimenti ed emozioni come noi. Hanno il senso della competizione come il senso della famiglia, provano gelosia come paura. Grufolano nei modi più diversi, segnalando con suoni differenti gioia, gioco, stress o paura e dolore. Si adattano veloci ad ambienti diversi, e pensano persino in modo strategico, cosa quasi senza uguali nel regno animale: sanno trovare velocissimi il cibo anche in un labirinto. Hanno poi anche una capacità di comprensione matematica: valutano subito quanto è abbastanza e quanto è poco, cosa rarissima tra le bestie, nota Baumgartner. Invita a riflettere: li mangiamo ma dovremmo – se non sentirci cannibali – pensare a quanto ci sono simili e farli vivere in modo umano, non con l’allevamento in batteria. E smetterla di dire ‘porco’ o ‘maiale’ come insulto.