corpo celeste


Paul Mc Cartney parla di come ha deciso di diventare vegetariano.

Se i mattatoi avessero muri di vetro, vedremmo questo. Quanti di noi continuerebbero ancora a nutrirsi delle carni di questi animali?

Quanti acquisterebbero i prodotti di pelle, pelo, pelliccia, piume, ossi (pensiamo al solo sapone, quanto sanno di che cosa è fatto?)

Per gli animal è Dachau ogni giorno.

Quattro volte, bisogna imparare tutto di nuovo: si muore come uomo, come capretto, come albero e come carbone. Il regno minerale conclude le trasformazioni che partono da quello animale e umano del pastore che muore in silenzio nel suo letto con le capre a fargli compagnia. Nasce subito il capretto in una breve vita: ancora cucciolo resta indietro il primo giorno di uscita al pascolo con il gregge. Bela, chiama, nessuno lo sente. La notte si accuccia tra le radici di un altissimo abete. Cade la neve, passa il tempo. La linfa scorre nelle fibre. In primavera il taglio: uomini lo trasformano in palo della cuccagna e infine gli uomini del carbone lo portano via. Viene tagliato a pezzi, bruciato a lungo. Sacchi di carbone vengono distribuiti alle case del paesino: il fumo comincia a uscire dai camini e si disperde nell’aria.

Nacita e morte sono molto vicine, la morte trasforma in altro. Alla fine le molecole sono disperse nel cielo. Le quattro volte della vita: animale, umana, vegetale, minerale.

Il film fatto di immagini e dei suoni della natura di Michelanelo Frammartino è una riflessione filosofica che ha la lievità di una poesia antica.

paola pivi

La bontà degli animali bianchi rinchiusi nell’ hangar. Una bontà tutta umana.

Another example of the sense of estrangement created by Pivi is Interesting (2006), for which she placed a collection of white animals, including horses, cows, llamas, owls, doves, guinea pigs, goats, lambs, dogs and more, to roam freely in a gallery for the duration of the exhibition, as the viewers walked amongst them.

Gli animali  ringraziano per il trattamento di favore.

We have used our distinctive personalities to delineate our mental qualities from those of non-human animals for centuries. But when we have more proof than ever of animals’ personalities, how do we continue to justify their suffering?

Humans tend to flatter themselves into thinking we are the only species on the planet with distinctive personalities — the exception being our pets to whom we ascribe complementary personalities to our own. This presumption about our uniqueness is so ingrained in our understanding of the concept of a personality, that if you look up the word “personality” in the dictionary, you’ll find this near the bottom of the page:
the quality or fact of being a person as distinct from a thing or animal

paola pivi

Davvero questa è un’opera d’arte?  davvero si intitola “My Religion is Kindness”?  Da dove vengono questi animali,  esibiti in un hangar vuoto, alcuni legati con un cappio di corda ad un chiodo nel muro?

Chi li ha visti? Chi non ha pensato che non dovevano essere lì? Chi si è interrogato sui loro pensieri, le loro emozioni? Chi ha apprezzato il bianco che li accomuna, specie diverse di animali bianchi?

Qualcuno si è domandato se fosse giusto esibirli come oggetti?

Sono bellissimi, e di certo la loro religione  – concetto umano, molto umano – è la gentilezza. O la bontà.

Come trattiamo i nostri fratelli non umani?

E se lo sarà chiesto, l’artista?

Lo vorrei tanto sapere, Paola Pivi, che cosa volevi mostrarci con la tua “installazione” vivente.Per fortuna non l’hai chiama Still Life. Per fortuna non è una Natura Morta.  O magari ora, che sto scrivendo, lo è, una natura morta.

Se la tua religione fosse la bontà, o almeno la gentilezza, o se non altro il rispetto di chi ti è diverso, avresti comunque fatto quest’opera?

Chissà se te lo sei chiesto.

La vera bontà dell’uomo si può manifestare in tutta purezza e libertà solo nei confronti di chi non rappresenta alcuna forza. Il vero esame morale dell’umanità, l’esame fondamentale (posto così in profondità da sfuggire il nostro sguardo) è il rapporto con coloro che sono alla sua mercé: gli animali. E qui sta il fondamentale fallimento dell’uomo, tanto fondamentale che da esso derivano tutti gli altri.

(Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere)

Mentre dagli aereoporti di Brescia e Verona non partiranno più i cargo carichi di cani beagle allevati per essere vivisezionati in giro per l’Europa, un ministro delle Malesia dichiara che gli animali sono stati creati da Dio per essere vivisezionati.

Il mercato della vivisezione si sta delocalizzando in Asia, dove le leggi più lasche e l’insensibilità per la sofferenza degli animali forniscono terreno fertile.

http://www.guardian.co.uk/world/2010/may/31/malaysia-minister-animal-testing

A Montichiari (Bs) sabato 22 maggio si manifesta contro  Green Hill, l’ allevamemento di beagle per la vivisezione

I cani sono attualmente 2500 e vengono esportati in tutta Europa – i voli partono regolarmente dall’aeroporto di Montichiari ogni settimana. Questo non può continuare. Cambiare si può: la compagnia di volo Lufthansa ha accolto una petizione dell’associazione animalista PETA e non trasporta più né cani né gatti destinati alla vivisezione. In attesa che la VIVISEZIONE venga messa AL BANDO in TUTTO IL MONDO.

http://www.fermaregreenhill.net/wp/

Sul sito http://www.fermaregreenhill.net tutte le informazioni  necessarie.

http://blog.peta.org/archives/2010/04/victory_lufthansa.php

L’apocalittica ferinità umana

L’ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili: il pessimista sa che è vero.

Per Davide Longo uno di questi giorni, domani, ci potremmo trovare privati di tutto ciò che diamo per scontato: senza casa, senza vestiti, senza soldi saremmo costretti a cercare una via d’uscita a piedi, nel gelo dell’inverno, senza cibo, senza aiuto possibile. Il paese è in stato d’assedio, le frontiere chiuse, le banche vuote, la benzina razionata. Branchi di cani affamati e feroci ci terrorizzerebbero e si sbranerebbero tra di loro, preludio alla ferinità animalesca di un’umanità ridotta alla lotta per la vita, dove la violenza, lo stupro, la prevaricazione del forte sul debole e l’umiliazione sono moneta corrente.

Un mondo utopico –  meglio, distopico – o non piuttosto una lucida riflessione sul mondo in cui viviamo?

A noi, abitanti del mondo ricco fatto di automobili e libri e cinema e musica da ascoltare a piacimento e relazioni sociali significative,  potrebbe succedere questo: di perdere tutto ciò che non vogliamo dare a quelli che non hanno mai avuto niente e per cui la legge dell’ homo homini lupus è ancora in vigore. Potremmo perdere tutto e anche rischiare la morte ogni giorno, dover mangiare quello che troviamo, dormire sulla nuda terra. Se fortunati, sopravvivere.

Quella di Longo è una riflessione che trascende il momento storico per divenire esistenziale: la sua è l’universale riflessione sulla condizione umana che prende forma sullo sfondo cupo di un viaggio attraverso una terra di nessuno, dove non esiste più regola, legge, principio. Sarà solo del singolo individuo, del disperato Leonardo che porta sulle sue spalle la responsabilità della vita di altri esseri più deboli di lui, cercare dentro di sé la risposta, la parola, la scintilla del bene che sola lo guiderà verso la salvezza. Le stelle brillano indifferenti sulla legge morale: la mitezza è la forza da contrapporre alla violenza brutale di umani animaleschi, bestie violente come solo il loro genere sa.

Gli animali invce sono solo vittime – come i cani ammazzati o abbandonati a sbranarsi  su un isola deserta – o rappresentanti di quella natura benevola e silenziosa che offre con discrezione e umiltà sostegno e conforto: il cane Bauschan salvato da cucciolo, il placido elefante indiano David e l’asina Circe accompagnano come spiritelli buoni il viaggio nell’orrore che porta alla salvezza finale: l’uomo ritorna ad uno stato primordiale ma ricco della consapevolezza della storia e del sacrificio – è la vita com’è e non come deve essere: vissuta e riflettuta ma non descritta in un libro. Senza compromessi. Pura.

Come una variazione di Bach suonata da Gould il romanzo è scritto dal basso verso l’alto: Good can immagine evil. But evil cannot immagine good. Solo mantenendosi verticale, non soccombendo, l’uomo è in grado di discernere con la testa e con il cuore, così trovando salvezza.

(L’uomo verticale, Davide Longo, Fandango libri, 2010)


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