*Testo ispirato ad un articolo di David Olivier
Abolizione della carne e macellazione rituale

In questo testo* intendiamo sviluppare un discorso sulla macellazione rituale ebraica e
musulmana che non sia fondato sull’ostilità nei confronti dell’ebraismo o
dell’islamismo.
Il nostro discorso non è orientato verso una scelta individuale, ma verso le norme
etiche e legali da applicare a tutti. Il problema non è, per esempio, che i consumatori
(non ebrei o non musulmani, supponiamo) mangino carne rituale a loro insaputa, ma
che gli animali siano uccisi in un certo modo. Non vogliamo più trascurare la possibilità
di non mangiare semplicemente più carne. Non c’è nulla (o comunque, nulla di
rilevante) né nell’islamismo né nell’ebraismo che prescriva di mangiare carne kosher o
halal.

Le prescrizioni su questo tema sono divieti e non obblighi.
Queste religioni non dicono che bisogna mangiare carne kosher o
halal, ma che non bisogna mangiare carne non kosher o non halal.

Pertanto, le critiche che di solito sono dirette verso la macellazione rituale sono
formulate per ora in un modo che suggerisce che si debbano forzare ebrei e
musulmani a mangiare la carne “normale”; dunque, in modo conflittuale con la loro
religione.

Noi ci rifiutiamo di formulare la posta in gioco come se si trattasse di sapere se la
carne consumata da ebrei e musulmani debba poter essere macellata ritualmente. Al
contrario, dobbiamo accettare come un dato di fatto che queste persone non vogliono
mangiare la carne “normale”.

Perciò, la questione è se debbano mangiare la carne halal/kosher o se
invece non debbano mangiare alcun tipo di carne!

Se c’è un conflitto, non è un conflitto con la loro religione, ma con il
loro desiderio di mangiare carne, desiderio che non è una loro
peculiarità.

Di fatto, la maggior parte degli ebrei e degli islamici “dimenticano” opportunamente il
fatto che nulla li obbliga a mangiare gli animali. Si verifica un gioco scorretto, per cui
da una parte alcuni per antisemitismo e/o xenofobia attaccano molto selettivamente la
macellazione rituale, e dall’altra molti ebrei e musulmani utilizzano l’antisemitismo e
la xenofobia come paraventi per difendere i loro interessi di normalissimi carnivori.
Una delle giustificazioni spesso usate dai sostenitori della macellazione rituale è che
quest’ultima viene regolata secondo norme particolarmente rispettose del benessere
animale. Spesso si mostra soltanto l’origine religiosa di tali regole, come se
corrispondessero ad una volontà di fare soffrire meno gli animali relativamente alle
pratiche utilizzate all’epoca. Senza dubbio c’è del vero in tali argomenti, ma se
riguardano solo il passato, allora non sono pertinenti al giorno d’oggi.

Se invece a questo proposito si afferma che queste forme di macellazione sono oggi
più rispettose del benessere animale, allora dovremmo prendere questo argomento
sul serio fino in fondo. Le leggi che impongono lo stordimento hanno anch’esse come
apparente giustificazione quella di fare soffrire di meno gli animali. C’è qui una
contraddizione. La conclusione non può essere che gli uni continuino a praticare la
macellazione rituale, poiché è meno cruenta, mentre gli altri continuano a praticare la
macellazione con stordimento, poiché è meno cruenta.
Un argomento non ha alcuna portata se non convince coloro verso cui è indirizzato.
Pertanto, non si ha l’impressione che l’argomento secondo cui la macellazione rituale
è meno crudele abbia come scopo quello di convincere il legislatore, con la
conseguenza di un abbandono generale dell’obbligo di stordimento e la
generalizzazione dei metodi usati per la macellazione rituale. Una posta in gioco di
questo tipo non viene mai messa sul tavolo, neppure da parte di quelli che
propongono questo argomento. Al contrario: per loro si tratta soltanto di giustificare il
fatto che vengano lasciati tranquilli, consentendo loro di continuare a praticare la
macellazione rituale. Ma per quale motivo il legislatore dovrebbe lasciarli tranquilli, in
nome dell’argomento “macellazione rituale meno cruenta”, mantenendo lo
stordimento come regola generale, in nome del fatto che si tratta di una pratica meno
cruenta?

In conclusione: dato che nessuno, né gli ebrei né i musulmani, non più dei cristiani, dei
buddisti o degli atei, ha l’obbligo di mangiare gli animali, non c’è conflitto fra queste
religioni e gli eventuali divieti riguardanti alcuni determinati metodi di macellazione.
Di conseguenza, questi divieti dovrebbero essere discussi indipendentemente dalle
questioni religiose, e non dovrebbero essere oggetto di deroghe per motivi religiosi.
Se si ritiene che il metodo X è meno cruento del metodo Y, e si ritiene che vada
imposto il metodo meno cruento, bisogna imporre il
metodo X, e bisogna imporlo per tutti gli animali
macellati.
Coloro la cui religione dovesse vietare di consumare
gli animali macellati con il metodo X dovrebbero, se
prendessero sul serio la propria religione, astenersi
semplicemente dal consumarli, e dunque non
dovrebbero più consumare animali.
Se costoro interpretano le norme legali che impongono
il metodo X come contrarie alla loro religione, è
semplicemente perché antepongono il proprio
desiderio di mangiare carne alla propria volontà di
aderire ai precetti della propria religione. Se ebrei e
islamici prendessero sul serio i precetti della loro
religione, sarebbero i primi ad abolire la carne!

Va detto che il fatto che l’ebraismo e l’islamismo non impongano di mangiare animali
è un fatto esso stesso controverso. Molti ebrei e musulmani pensano di avere l’obbligo
di mangiare carne, in particolare in occasione di alcune festività. Eppure, la credenza
in tali obblighi può rivelarsi fragile. E’ già accaduto che durante un’epidemia le
autorità religiose musulmane francesi dichiarassero che in definitiva non è davvero
obbligatorio uccidere un montone durante la festa del sacrificio, e che esistono
alternative che vanno altrettanto bene.

Poiché la produzione di carne implica l’uccisione degli animali che vengono mangiati…

Poiché le loro condizioni di vita e di macellazione provocano sofferenza a molti di loro…

Poiché mangiare carne e altri prodotti animali non è necessario, e poiché gli esseri senzienti non
devono essere maltrattati o uccisi inutilmente…

… Per questi motivi allevare, cacciare e pescare animali a fini di consumo, così come vendere ed
acquistarne i corpi, deve essere vietato.

abolizionecarne@gmail.com  
http://aboliamolacarne.blogspot.com
http://www.nomoremeat.org